San Gimignano (Toscana-Italia)

Bed & Breakfast

Residenza Le Fornaci

via Dante 1-3

Per informazioni e prenotazioni:

Gabriella Casadonte

e-mail: casadonte . gabriella@yahoo.it

telefono -fax: (0039) 06 6798160

indirizzo: Piazza di Pietra n.26 00186 Roma

San Gimignano

Panorama

San Gimignano, situato sopra un colle che domina la Val d'Elsa, è uno dei centri più suggestivi della Toscana, poiché ha conservato intatto l'aspetto che aveva nel XIII e XIV secolo. Deve il suo sviluppo al fatto di trovarsi lungo il percorso della via Francigena, transito obbligato per i pellegrini diretti a Roma e per i mercanti che seguivano questo itinerario.Le sue torri medioevali, che nel periodo di maggiore sviluppo erano 72 ed ora, ad ornamento dei maggiori palazzi patrizi, si contano in numero di 13, hanno fatta definire la città la "Manhattan del Medioevo". Essa ha origini etrusche, fu poi un insediamento romano e, successivamente, longobardo. Prese il nome da San Gimignano, vescovo di Modena, da cui la popolazione si era ritenuta protetta durante le invasioni barbariche. Il suo periodo di maggior sviluppo è legato al Medioevo e coincise con il mutamento del percorso della via Francigena dall'insalubre fondo valle ad una sua variante collinare che, attraversando il paese, permise la crescita del primitivo modesto insediamento.

Porta S.Matteo

Arco della Cancelleria, che costituiva l'uscita meridionale del "castrum vetus", con il palazzo dei Marsili

Porta alle Fonti, il cui nome deriva dalle fonti costruite nel XIV secolo sopra una precedente fonte in pietra longobarda del IX secolo.

Sigerio, arcivescovo di Canterbury, ricorda nelle sue "memorie", di aver sostato nel '980 a San Gimignano, quando, nel viaggio verso Roma, percorse la via FrancigenaAlla fine del X secolo, per difendere il crescente sviluppo del nucleo urbano, fu decisa la costruzione di un primo cerchio di mura. In quel tempo i pellegrini raggiungevano la chiesa principale, situata nella piazza, percorrendo una strada che passava sotto il Castello del Vescovo.Quando, invece, nella prima metà del XIII secolo, per proteggere i borghi di San Matteo e di San Giovanni, che si erano sviluppati con l'ampliarsi dei commerci, fu edificata una seconda cerchia di mura, essi, superata la porta omonima, percorrevano via San Matteo. I transiti che si moltiplicavano lungo la via Franigena fecero crescere d'importanza attività quali l'ospitalità dei pellegrini e dei viandanti ed il cambio del denaro; nel 1262 si potevano contare in San Gimignano nove hospitales, che avevano la funzione dei nostri alberghi.

Facciata dell'antica Chiesa e Magione dei Cavalieri di Malta, di stile pisano a cinque arcate

Porta San Giovanni, costruita nel 1237

La ricchezza delle famiglie dei mercanti, che commerciavano zafferano, miele, vernaccia e vino greco si accrebbe. San Gimignano fu anche città di artigiani; nel Medioevo vi si lavoravano legno, ferro, vetro e cuoio; si tingevano stoffe e fioriva il commercio dei preziosi; il vicolo "dell'oro", piccola strada posta alle spalle della piazza del Duomo, porta ancora oggi nel suo nome il ricordo di questa attività. Nel 1056 Papa Vittore II istituì la Collegiata e nel 1096 furono costruite le chiese di Sant'Iacopo dei Templari e di San Piero. La decadenza della città iniziò nel 1348 a causa di una grave pestilenza, che ridusse la popolazione da 13.000 a 4.000 abitanti e proseguì per le lotte tra parti guelfe e ghibelline. Nel 1240 la città si dichiarò ghibellina e giurò fedeltà a Federico II, nel 1289 partecipò alla Lega Guelfa e ospitò, nel 1300, Dante, che veniva come ambasciatore, per proporre una unione tra le città guelfe. Nel 1354, venuta meno ogni sua potenza, la città fu costretta a sottomettersi a Firenze, senza riuscire più a risorgere nel suo splendore.

Casa torre

Palazzo Salvucci, già appartenuto ai Paltoni, con le torri gemelle.

San Gimignano raggiunge il suo maggiore sviluppo nell'arco di tempo che va dalla metà del XII alla metà del XIV secolo, poiché il Comune, emettendo statuti propri, potè raggiungere l'autonomia amministrativa e giudiziaria e, attraverso un sistema di tasse, riuscì a finanziare opere difensive quali la seconda cerchia muraria e la costruzione di opere pubbliche come l'edificazione del Palazzo del Comune e della sua Torre. L'armonico sviluppo del complesso urbano della città, che ancora oggi è possibile avvertire camminando per le sue strade, è legato al fatto che il Comune decretò le dimensioni ed il costo delle aree edificabili e, con gli statuti del 1255, stabilì che, quando una famiglia decideva di trasferirsi all'interno della cerchia muraria, doveva comprare la terra su cui avrebbe edificato la propria casa, impegnandosi a spendere una somma che non doveva essere inferiore a 200 lire ed a pagare una penale, se non avesse condotto a termine la costruzione dell'edificio entro 10 mesi.

Torri Salvucci

Il primo sbarramento era costituito dal portone posto sulla via al piano terreno, l mentre una seconda porta, che dava accesso alla torre, era posizionata nei piani rialzati dei palazzetti. I ballatoi, posti, all'interno ed all'esterno, a pochi metri dalla sommità della torre, rappresentavano l'ultima posizione di difesa, da cui gli occupanti facevano cadere sugli assalitori le pietre che si procuravano smontando le murature sovrastanti; se, poi, all'interno della torre veniva appiccato il fuoco, i rifugiati potevano continuare a difendersi, passando sui ballatoi esterni. Tra il XIII e d il XIV secolo, con il consolidarsi delle istituzioni comunali, anche le caratteristiche degli edifici all'interno delle mura cambiarono, poiché diminuì la necessità di difendersi.Il fabbricato edificato più di frequente in questo periodo era costituito da un corpo unico, eretto sulla superficie assegnata, costruito in pietra nei piani inferiori ed in mattoni nella parte superiore. Sul fronte strada l'immobile aveva due aperture sormontate da un arco a sesto acuto; i piani abitati all'interno della torre erano collegati verticalmente da una scala in legno, mentre le finestre si aprivano sul muro di facciata e su quello retrostante. I vani al piano terreno erano utilizzati spesso come botteghe e riservavano un passaggio, che permetteva di arrivare ai piani superiori. Spesso i palchi, posti al di sotto dell'alto soffitto, erano utilizzati per riporre i materiali da lavoro ed i prodotti finiti. Quando lo spazio lo consentiva, la parte posteriore dell'area edificabile veniva utilizzata come rimessa dei carri e come ricovero per gli animali. Ogni edificio disponeva di un pozzo, che raccoglieva le acque piovane dei tetti

Palazzo Tortoli

Palazzo del Comune

La costruzione del Palazzo del Comune fu deliberata nel 1288 e fu portata a compimento in 10 anni. La costruzione della Torre fu terminata nel 1311. I merli della facciata del Palazzo Comunale furono aggiunti nel 1881. Da notare nella parte inferiore della facciata l'aringo, da cui il Podestà parlava al popolo.All'interno sono presenti le seguenti opere: nella sala del Consiglio la "Maestà" di Lippo Memmi; nella pinacoteca una "Crocifissione" attribuita a Coppo di Marcovaldo, una "Madonna col Bambino e Santi", opera di Pier Francesco Fiorentino, "Vergine col Bambino e Santi" di Benozzo Gozzoli, "Madonna in Gloria fra San Gregorio e San Benedetto" di Pinturicchio¸ due tondi con l'"Annunciazione" di Filippino Lippi,"Madonna Incoronata con Bambino e Santi" di Benozzo Gozzoli, una pala di Taddeo di Bartolo, che rappresenta "San Gimignano e otto storie della sua vita" ed ancora opere di Taddeo di Bartolo, di Sebastiano Mainardi, di Bartolo di Fredi. Nella stanza situata sotto l'arco della Torre Comunale, chiamata Camera del Podestà, si ammirano scene affrescate profane di soggetto amatorio, dipinte da Memmo di Filippuccio.

Cortile del Palazzo del Comune: Stemmi podestarili sono dipinti sulle pareti; di lato è presente una cisterna, sulla quale è riportato lo stemma del podestà Alberti, che ne ordinò la costruzione nel 1360.

La Collegiata

La Collegiata fu consacrata da Papa Eugenio III nel 1148. In origine questo luogo di culto era costituito da un semplice oratorio, orientato a levante verso Montestaffoli, la cui abside è ancora possibile vedere tra le due porte d'ingresso della chiesa attuale. L'orientamento fu mutato per consentire l'ingresso ai pellegrini che percorrevano la via Francigena. Nel 1575, dopo i lavori di ampliamento, la basilica fu dedicata a Santa Maria Assunta. La sua architettura rispecchia stili diversi (romanico-gotico, quattrocentesco e neoclassico), senza danneggiarne l'armonia. Nel XV secolo Giuliano e Benedetto da Maiano collaborarono all'esecuzione del disegno della nuova Pieve. A Benedetto si deve il ciborio sostenuto da Angeli posto sull'Altare Maggiore e l'altare della Cappella di Santa Fina, mentre il fratello Giuliano eseguì il disegno della Cappella stessa. Sulle pareti della Cappella Domenico Ghirlandaio dipinse le "Storie della Santa". Lungo la parete sinistra della basilica Bartolo di Fredi dipinse le "Storie del Vecchio Testamento". Nella parete tra le due porte d'ingresso Taddeo di Bartolo, alla fine del XIV secolo, dipinse "Cristo Giudice". Sotto l'opera di Taddeo di Bartolo è presente un affresco di Benozzo Gozzoli, che rappresenta "Il martirio di San Sebastiano"; lungo la parete di destra, in tre ordini sovrapposti, Barna da Siena ha affrescato tutta la storia del Nuovo Testamento.

Piazza Pecori. Si notano il Palazzo della Propositura, con belle bifore sulla facciata ed una piccola cisterna con tettoia. Sulla destra, in fondo al loggiato inferiore, c'è il fonte battesimale ed una "Annunciazione", attribuita a Domenico Ghirlandaio

Campanile della Collegiata

Torre della Rognosa, alta 50 metri, usata fino a tutto il XIV secolo come prigione. In precedenza fu il palazzo dei Gregorio e poi dei Mantellini,

Torrre Cugnanesi

Piazza della Cisterna

Piazza della Cisterna fu chiamata prima delle Taverne, perché vi sostavano i viaggiatori per il cambio dei cavalli, poi Piazza dell'Olmo, da un grande albero che vi sorgeva al centro. La cisterna che sorge oggi al centro della piazza fu costruita nel 1237 ed ampliata nel 1346, sotto il Podestà senese Guccio dei Malavolti, il cui stemma appare scolpito nella sua pietra.

Piazza della Cisterna: si vedono di fronte: palazzo Becci, palazzo dei Pellari e degli Ardinghelli, che oggi fa parte del Palazzo del Comune. A destra il palazzo Lupi con la Torre del Diavolo, il palazzo Cortesi-Lolli, sorto sulle antiche case dei Gregorio, che ospita oggi l' Albergo Leon Bianco

Palazzo degli Ardinghelli

Torri Ardinghelli e Torre Rognosa

Arco che costituisce l'ingresso meridionale al "castrum vetus"

Porta San Giovanni, costruita nel 1237

Sant'Agostino

Sant'Agostino La chiesa di Sant'Agostino è costituita da una sola grande navata con tre absidi quadrangolari; soffitto a capriate. Nella parete di fondo: Cappella di Santo Bartolo di Benedetto da Maiano, con affreschi di Sebastiano Mainardi; a fianco altare con una tavola dipinta da Francesco Fiorentino nel 1494 con " Madonna il trono, il Bambino e 8 Santi". Sull'Altare Maggiore: "L'Incoronazione della Vergine" di Piero del Pollaiolo eseguita nel 1483; nella cappella a destra "Natività della Madonna" di Vincenzo Tamagni; sulla parete di sinistra "Madonna in trono che allatta il Bambino", attribuita a Lippo Memmi ed un affresco, che rappresenta "San Sebastiano", di Benozzo Gozzoli, il quale dipinse nel coro "Storie della vita di Sant'Agostino

 

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San Gimignano

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Gabriella Casadonte

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